Il decreto rave è un attacco ai diritti democratici

Il governo si rimbocca le maniche, primo articolo all’ordine del giorno: la repressione

Iniziano le danze

Si è concluso il primo consiglio dei ministri del governo Meloni. Con la squadra di governo ormai al completo ci si prepara a far fronte alle profonde crisi della società italiana. Confrontati con una recessione economica mondiale, la crisi climatica galoppante, la miseria crescente e la pandemia persistente questi hanno scelto di attaccarsi hai veri problemi del paese: i rave clandestini.

Offensiva anti-democratica

L’introduzione dell’articolo 434bis nel codice penale tra i delitti contro l’incolumità pubblica, prevede fino a 6 anni di carcere e 10.000 euro di multa per tutti coloro che occupano con più di 50 persone un terreno o un edificio, pubblico o privato, per “raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica”. Si tratta di una norma repressiva che permetterà al governo di reprimere le proteste e le occupazioni sui luoghi di lavoro e di studio.

Le lotte nel mirino

Infatti, con questa formulazione generica, questo decreto potrà essere applicato in modo arbitrario contro i giovani, i lavoratori e le lavoratrici che lottano per i propri diritti. È una minaccia per qualsiasi operaio che occupi una fabbrica e giovane che occupi la propria scuola o università. I centri sociali e d’accoglienza per migranti e vittime di violenze negli spazi occupati saranno facilmente nel mirino e gli organizzatori potranno essere messi sotto sorveglianza speciale, al pari di chi è sospetto di associazione mafiosa.

Il capro espiatorio

I rave party sono solo un pretesto per far passare una legge palesemente antidemocratica, che colpisce in primis i giovani e la classe lavoratrice. è un attacco diretto al diritto di assemblea e di protesta, già messi sotto pressione dai decreti sicurezza dei governi Conte e le restrizioni legate alla crisi pandemica. Questo governo mostra il suo volto antisociale e la volontà di reprimere i movimenti sociali e gli spazi popolari. Basta pensare ai giovani della sapienza manganellati per aver contestato la presenza delle forze neofasciste sul campus.

Due pesi due misure

Nel frattempo i movimenti neofascisti sono lasciati liberi di manifestare pubblicamente, come a Predappio, città natale di Mussolini, dove più di 4000 nostalgici si sono radunati per celebrare l’anniversario della marcia su Roma. I “difensori” della legalità e dell’ordine sono troppo impegnati a manganellare i giovani antifascisti per ricordarsi che l’apologia del fascismo in Italia è un reato stipulato dalla costituzione. Le priorità dei questo governo sono quindi chiare: reprimere le contestazioni sociali e gli spazi popolari per tutelare i profitti dei capitalisti.

Stato e repressione

Questo governo di estrema destra si è appena insediato e già si rivela una minaccia ai diritti democratici di tutta la classe lavoratrice. Questa legge aprirà la porta per un salto qualitativo nel livello di repressione.  Lo Stato italiano non è certo estraneo all’uso della violenza contro le proteste dei giovani e della classe lavoratrice. Infatti è nella natura stessa dello Stato sotto il capitalismo di essere uno strumento di dominazione tra le classi. La lotta contro l’estrema destra e le politiche anti-sociali non si può quindi limitare al parlamento.

Resistiamo!

Per resistere all’offensiva delle destre dobbiamo ripartire dalle piazze, dalle scuole e dai luoghi di lavoro, mostrando che un’alternativa alla politica di palazzo è possibile. Le manifestazioni nazionali per la pace il 5 novembre a Napoli, contro le violenze sessiste il 26 novembre a Roma e lo sciopero generale dei sindacati di base il 1° dicembre sono momenti importanti per riportare la lotta di classe in primo piano. Dobbiamo unirci intorno a un programma d’urgenza sociale e climatica capace di costruire un movimento più ampio in grado di sfidare il potere delle destre e gli interessi dei grandi capitalisti italiani e internazionali.

Unisciti a noi!

ASI si batte per costruire quest’alternativa in Italia e nel mondo. Partecipiamo alle lotte e ci ingaggiamo nel dibattito con tutte le forze sociali alla ricerca di una vera prospettiva anticapitalista. La solidarietà con tutte le persone oppresse, l’internazionalismo, l’antifascismo e il socialismo rivoluzionario sono i valori fondanti su cui basiamo la nostra lotta e sono fondamentali per far avanzare la causa della liberazione della classe lavoratrice. Contattaci e aiutaci a costruire la resistenza!

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